Il “Gran Sasso” quest’anno si conferma di dominio biancorosso.
E così, dopo la cinquina dell’andata, il Teramo si concede il bis, calando il tris in casa de L’Aquila e sfatando un tabù lungo 23 anni.
Risultato decisamente corroborante in vista del recupero di mercoledì con l’Ostiamare, oggi vittoriosa, mentre l’Ancona (ora a -4) si è fatta stoppare in casa dal Sora.
In avvio Pomante recupera Alessandretti al centro della difesa (e sarà decisivo con i suoi tentacoli in tanti duelli) e si affida al rientro di Angiulli in cabina di regia, con Carpani alto a sinistra nel tridente.
Nonostante le differenti motivazioni, l’atmosfera è da derby: sin dall’avvio è battaglia autentica su ogni centimetro del rettangolo verde, le occasioni scarseggiano, ma il cinismo non manca. E così al quarto d’ora il Diavolo passa, sugli sviluppi di un’azione originatasi da sinistra con Njambe che premia l’inserimento di Pavone, intelligente cross rasoterra sul secondo palo dove Salustri, solo soletto, firma lo 0-1.
Passano poco più di dieci minuti e L’Aquila impatta con un eurogol di Pandolfi, al volo dai venti metri. 
Si riparte senza cambi ed è un errore a spezzare l’equilibrio: ancora dal cross di Pavone, è Konate a svirgolare, con Salustri (ancora lui) gelido nel portarsi la sfera sul sinistro, siglando la sua personale doppietta. Non male per un 2007!
Gli animi si scaldano, Ruggiero viene espulso dalla panchina per aver spintonato proprio Salustri, i padroni di casa stringono d’assedio i biancorossi, Alessandretti s’immola sul tiro di Carella e da una scivolata di Torregiani (al rientro), per poco non ci scappa la beffa con Di Renzo che chiude sull’esterno della rete a porta sguarnita.
Al quarto minuto di recupero, come all’andata, è Carpani a mettere nel mirino i rossoblu: pregevole l’assist di Sereni (ottavo stagionale), chirurgica la conclusione che s’infila proprio all’angolino, mandando in estasi i 600 sostenitori del Diavolo, per una giornata che serviva dannatamente a tutto l’ambiente, al di là dei risvolti di classifica.
Adesso acquisisce ulteriore valore il secondo tempo da disputare con l’Ostiamare: 45 minuti da giocare insieme, in campo come sugli spalti, con sangue agli occhi e furore agonistico, per tentare l’impresa.

L’AQUILA (4-3-3): 12 Michielin, 2 Cioffredi, 27 Tomas, 25 Brunetti (K), 3 Trifelli; 23 Mantini (56’ Tourè), 24 Pandolfi, 6 Konate (56’ Vecchione); 21 De Grazia (56’ Carella), 9 Di Renzo, 19 Sparacello (Vk).
A disp.: 22 Zandri, 4 Tavcar, 11 Lombardi, 13 Bellardinelli, 15 Ruggiero, 20 Scimia.
All.: Chianese.

TERAMO (3-4-2-1): 1 Torregiani, 29 Botrini, 13 Alessandretti, 23 Bruni; 17 Salustri (74’ Kunze), 44 Borgarello Vitali, 4 Angiulli (74’ Della Quercia), 3 Pietrantonio; 19 Pavone (68’ Sereni), 11 Carpani; 94 Njambe (87’ Persano).
A disp.: 16 Grillo, 6 Cipolletti, 15 Costanzi, 25 Maiga Silvestri, 37 Quieti.
All.: Pomante.

Arbitro: sig. Isoardi di Cuneo.
Assistenti: sigg. Reitano di Acireale e Di Meglio di Napoli.

Reti: 15’, 54’ Salustri (T), 28’ Pandolfi (L), 94’ Carpani (T).
Recupero: 1’pt; 5’st.
Ammoniti: Sparacello (L), Borgarello (T), Cioffredi (L), Njambe (T).
Espulsi: Ruggiero (L) dalla panchina.
Note. Spettatori: 2.100 (di cui circa 600 teramani).

Iscriviti alla

Newsletter

Resta aggiornato su tutto ciò che riguarda il
Teramo Calcio 1913